Oggi alcuni ministri e deputati hanno partecipato alla raccolta di firme per il referdum sulla legge elettorale. Una raccolta di firme che non andrà mai in porto, utile solo a trasfromare una manifestazione di venti persone in un evento mediatico: il corteo dell'elite, finalizzato ad esercitare una pressione sul governo.
I dodici punti con cui Prodi ha risposto alla crisi di governo è già carta straccia. Ci sono ministri e sottosegretari che minacciano crisi di governo ogni due giorni, come ai bei tempi andati del pentapartito di Craxi e Forlani. Sono i ministri della sinistra radicale? Sono gli epigoni di Turigliatto? I comunisti che si divertono solo se possono far cadere un governo?
Ovviamente... no! Sono i sedicenti riformisti. Questa è la maggiore stabilità garantita dal PD.
Una manifestazione di cittadini per la pace o per i diritti civili, è un attacco al governo. Un ministro che minaccia la crisi se non gli si da il contentino elettorale, invece fa parte del processo democratico.
Quindi il problema non è la piattaforma della manifestazione, ma da chi è composta: un corteo di cittadini, è un attacco al governo; una manifestazione di soli politici, è un contributo al dibattito politico. Non disturbare la classe dirigente, ecco in cosa consisterebbe il compito del bravo cittadino riformista.
categoria:stabilità , crisi di governo


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