venerdì, 25 gennaio 2008

silvio e walterMentre le bandiere nere sventolano per le strade delle città italiane, Il Partito Democratico cerca l'accordo con Berlusconi per fare delle riforme. Vedremo che riforme.

Una cosa è certa: le riforme serviranno al prossimo governo Berlusconi. Alle forze sedicenti riformiste non rimane che questa carta, spianare la strada al ritorno della destra. Non ho sentito in questa notte di tregenda nessun altra proposta politica.

Veltroni ha avuto la possibilità di fare una riforma condivisa con i partiti dell'Unione, ma ha preferito rifiutare la collaborazione con la sinistra, distruggere l'Unione e inseguire il suo antico sogno di trattare direttamente con Berlusconi. Quando Berlusconi ha ottenuto quello che voleva, la fine della coalizione del centro sinistra, ha fatto saltare l'accordo con il PD, ha incassato la vittoria e ha chiesto elezioni.

 

partorito da: stellarossax alle ore 11:05 | Permalink | commenti (4)
categoria:crisi di governo, veltroni berlusconi
martedì, 24 aprile 2007

filippeschi_01Oggi alcuni ministri e deputati hanno partecipato alla raccolta di firme per il referdum sulla legge elettorale. Una raccolta di firme che non andrà mai in porto, utile solo a trasfromare una manifestazione di venti persone in un evento mediatico: il corteo dell'elite, finalizzato ad esercitare una pressione sul governo.

I dodici punti con cui Prodi ha risposto alla crisi di governo è già carta straccia. Ci sono ministri e sottosegretari che minacciano crisi di governo ogni due giorni, come ai bei tempi andati del pentapartito di Craxi e Forlani. Sono i ministri della sinistra radicale? Sono gli epigoni di Turigliatto? I comunisti che si divertono solo se possono far cadere un governo?

Ovviamente... no!  Sono i sedicenti riformisti. Questa è la maggiore stabilità garantita dal PD.

Una manifestazione di cittadini per la pace o per i diritti civili, è un attacco al governo. Un ministro che minaccia la crisi se non gli si da il contentino elettorale, invece fa parte del processo democratico.

Quindi il problema non è la piattaforma della manifestazione, ma da chi è composta: un corteo di cittadini, è un attacco al governo; una manifestazione di soli politici, è un contributo al dibattito politico. Non disturbare la classe dirigente, ecco in cosa consisterebbe il compito del bravo cittadino riformista.

partorito da: stellarossax alle ore 14:17 | Permalink | commenti (2)
categoria:stabilità, crisi di governo