Così e'. Vi scrivo prima di recarmi nuovamente al seggio, per scrutinare i voti delle comunali di Campi Bisenzio. Da extraparlamentare.
E' una sensazione strana.
Quando ero responsabile organizzazione e poi segretario della Sinistra Giovanile di Firenze, per anni ho dovuto combattere con la sinistra " radicale" (quella vera, quella dei collettivi auotonomi, dei centri sociali) poichè ero troppo "riformista". Diesse Esse Esse mi gridavano. Fascista.
Ed io pronto a prendermi gli sputi, insieme a tutti i compagni, a spiegare che in Italia c'era bisogno di una sinistra di stampo socialdemocratico, di una sinistra "concreta", capace di governo e di cambiamento attraverso il governo.
Sono uscito dai Ds quando questi decisero di abiurare la propria identità socialdemocratica in favore di un progetto politico inesistente. "Unire i diversi riformismi", "unire la cultura cattolica con quella laica" erano le parole d'ordine di un progetto di cui intravedevo la fumosità.
Governavamo questo paese, e dopo le prime, ottime riforme speravo comunque che si potesse colmare il divario tra le classi sociali, alleviare le sofferenze degli operai, investire sui giovani e le loro qualità. Tenere fede alle ottime pagine del programma di governo uscito dalla Fabbrica. Pagine tutt'altro che fumose, dense di progetti politici, di riformismo di sinistra.
Invece si è deciso di buttare al macero tutto questo, di tentare nuovamente la strada della bicamerale.
Conosco bene la psicologia Diessina. Il Diessino tipo è ancora convinto della diversità comunista, e su quella diversità fa derivare il proprio impianto teorico.
La scelta di Veltroni di correre da solo è stata proprio questo: investire nuovamente sulla diversità comunista, chiamare all'ordine tutti i compagni che avevano scelte strade differenti in nome di un fronte antiberlusconiano non dichiarato espressamente.
Il paradosso è tutto qui: se da una parte Veltroni ha deciso di correre da solo, dall'altra fino all'ultimo ha chiesto a comunisti, socialisti, persone di sinistra di fare un grosso sforzo con l'obbiettivo di battere berlusconi.
Sapevamo tutti che era impossibile, ma la retorica degli ex-comunisti, supportata dai grandi giornali ha convinto l'elettorato di sinistra a turarsi il naso.
Se a questo aggiungiamo che la Sinistra Arcobaleno non era e non è nulla, beh, il risultato è presto fatto.
Bertinotti candidato premier era l'ennesima dimostrazione di un'incapacità di rinnovamento, di unità, di fare fronte contro il pericolo.
Che in pochi, cassandre inascoltate, avevano previsto: il pericolo della scomparsa della sinistra in Italia.
Adesso questa debacle ha due grandi protagonisti:
Veltroni e Bertinotti. Al primo si dovrà chiedere conto del fatto che non ha concquistato un voto che sia uno al centro e che ha invece raccattato tutti i voti alla sua sinistra, al secondo di aver condotto una campagna elettorale volta solo a salvaguardare inutili equilibri interni.
Dalla mia nuova condizione di extraparlamentare, vi dico che la misura è colma,
Adesso basta smancerie. Non ho più nessuna condizione da difendere. Ho le mani libere, e le utilizzerò fino in fondo per battermi in ciò in cui credo.
Ci aspettano anni bui compagni. Berlusconi può contare su una maggioranza a dir poco gigantesca.
Kipling, nella sua poesia intitolata "IF" dice:
"se saprai assistere alla distruzione di ciò per cui hai dato la vita e chino saprai ricominciare...
...se saprai fare tutto questo, tuo sarà il mondo e quanto esso contiene, e quel che più importa, tu sarai finalmente un uomo, figlio mio"
Compagni, è il momento di ricominciare.
Hasta la victoria.
Anche da extraparlamentare.
E' una sensazione strana.
Quando ero responsabile organizzazione e poi segretario della Sinistra Giovanile di Firenze, per anni ho dovuto combattere con la sinistra " radicale" (quella vera, quella dei collettivi auotonomi, dei centri sociali) poichè ero troppo "riformista". Diesse Esse Esse mi gridavano. Fascista.
Ed io pronto a prendermi gli sputi, insieme a tutti i compagni, a spiegare che in Italia c'era bisogno di una sinistra di stampo socialdemocratico, di una sinistra "concreta", capace di governo e di cambiamento attraverso il governo.
Sono uscito dai Ds quando questi decisero di abiurare la propria identità socialdemocratica in favore di un progetto politico inesistente. "Unire i diversi riformismi", "unire la cultura cattolica con quella laica" erano le parole d'ordine di un progetto di cui intravedevo la fumosità.
Governavamo questo paese, e dopo le prime, ottime riforme speravo comunque che si potesse colmare il divario tra le classi sociali, alleviare le sofferenze degli operai, investire sui giovani e le loro qualità. Tenere fede alle ottime pagine del programma di governo uscito dalla Fabbrica. Pagine tutt'altro che fumose, dense di progetti politici, di riformismo di sinistra.
Invece si è deciso di buttare al macero tutto questo, di tentare nuovamente la strada della bicamerale.
Conosco bene la psicologia Diessina. Il Diessino tipo è ancora convinto della diversità comunista, e su quella diversità fa derivare il proprio impianto teorico.
La scelta di Veltroni di correre da solo è stata proprio questo: investire nuovamente sulla diversità comunista, chiamare all'ordine tutti i compagni che avevano scelte strade differenti in nome di un fronte antiberlusconiano non dichiarato espressamente.
Il paradosso è tutto qui: se da una parte Veltroni ha deciso di correre da solo, dall'altra fino all'ultimo ha chiesto a comunisti, socialisti, persone di sinistra di fare un grosso sforzo con l'obbiettivo di battere berlusconi.
Sapevamo tutti che era impossibile, ma la retorica degli ex-comunisti, supportata dai grandi giornali ha convinto l'elettorato di sinistra a turarsi il naso.
Se a questo aggiungiamo che la Sinistra Arcobaleno non era e non è nulla, beh, il risultato è presto fatto.
Bertinotti candidato premier era l'ennesima dimostrazione di un'incapacità di rinnovamento, di unità, di fare fronte contro il pericolo.
Che in pochi, cassandre inascoltate, avevano previsto: il pericolo della scomparsa della sinistra in Italia.
Adesso questa debacle ha due grandi protagonisti:
Veltroni e Bertinotti. Al primo si dovrà chiedere conto del fatto che non ha concquistato un voto che sia uno al centro e che ha invece raccattato tutti i voti alla sua sinistra, al secondo di aver condotto una campagna elettorale volta solo a salvaguardare inutili equilibri interni.
Dalla mia nuova condizione di extraparlamentare, vi dico che la misura è colma,
Adesso basta smancerie. Non ho più nessuna condizione da difendere. Ho le mani libere, e le utilizzerò fino in fondo per battermi in ciò in cui credo.
Ci aspettano anni bui compagni. Berlusconi può contare su una maggioranza a dir poco gigantesca.
Kipling, nella sua poesia intitolata "IF" dice:
"se saprai assistere alla distruzione di ciò per cui hai dato la vita e chino saprai ricominciare...
...se saprai fare tutto questo, tuo sarà il mondo e quanto esso contiene, e quel che più importa, tu sarai finalmente un uomo, figlio mio"
Compagni, è il momento di ricominciare.
Hasta la victoria.
Anche da extraparlamentare.


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... ma darei la vita perchè tu possa esprimere le tue idee.
Colpevoli di aver espresso le loro idee con l'unico strumento possibile, laddove i megafoni di questa società sono saldamente nelle mani dei poteri forti.