sabato, 31 marzo 2007
Leggo sul sito di Repubblica le parole dell'amico Bagnasco, nuovo capo della CEI, e rimando alle parole di un blogger veramente acuto... compagni, viene da dire, dove andremo a finire?
elexar
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giovedì, 29 marzo 2007

"Nel momento in cui si aprirà la costituente del Partito democratico, annunciamo sin da ora che sarà formato un movimento politico organizzato e autonomo per una costituente dell'unità della sinistra". Lo ha detto il
leader del Correntone Fabio Mussi al termine dell'assemblea nazionale della sinistra della Quercia.

"Andremo al congresso a dire la nostra, ma senza entrare nei gruppi dirigenti visto che il gioco è fatto e quando si aprirà la fase costituente del Partito democratico noi apriremo la costituente di un movimento politico organizzato, autonomo, della sinistra".

"Un quarto degli iscritti al partito è decisamente contrario, ostile o perplesso a promuovere il Pd del quale continuano a non essere chiari i valori, il programma e la collocazione internazionale. A meno che non si consideri una risposta a questi nodi, quel modesto Manifesto che è stato presentato nelle
scorse settimane".

Il leader della sinistra Ds ha rivolto nuovamente "l'estremo appello" alla maggioranza guidata da Piero Fassino affinché si fermi il percorso che porterà alla costruzione del Pd: "Una pausa di riflessione dovuta perché non è pensabile che possa venire a mancare una forza di sinistra nel nostro Paese".

 

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giovedì, 29 marzo 2007
Tante vibrazioni positive dopo la riunione di ieri.
Bello il clima, (troppo fumo però, e per dirlo io...) bella la discussione.
Ed è stato bello vedere più generazioni di compagni insieme, non rassegnati al futuro che ci stanno arbitrariamente costruendo.
Alcuni interventi sono riusciti ad emozionarmi, come non accadeva da tempo. Grazie compagni.
Adesso godiamoci questa tre giorni di ipocrisia e poi tutti a lavorare!!!
Buon congresso...
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martedì, 27 marzo 2007
Eh sì, adesso si comincia.
Ogni fine è un nuovo inizio, ed io ho una voglia matta di cominciare a costruire qualcosa...
Via, chessì parte?
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domenica, 25 marzo 2007
E' interessante l'allarme lanciato oggi da Repubblica.
Pare che si siano accorti che il PD stia nascendo "senza spinta emotiva", senza la "passione di ogni svolta epocale". E pare che l'entusiasmo della gente comune verso il nuovo soggetto sia "in calo" ( tra l'altro, sondaggio malandrino: chiama il PD "partito unico del centrosinistra").

Perchè, sempre secondo Repubblica (ed aggiungiamo il Corriere), fino a poco tempo fa questo entusiasmo era alle stelle ...
Chissà cosa è successo nel frattempo...
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venerdì, 16 marzo 2007

Zapatero, stessi diritti uomo-donna. Approvata la "Ley de Igualdad"


spagna zapatero ANSA 220
Acclamato, Zapatero dice: «Da sola giustifica la legislatura». Così il premier spagnolo si è espresso sulla legge che - come lui dice - vale i primi tre anni di governo. Si chiama Ley de Igualdad e darà alle donne la parità nelle liste elettorali e sul lavoro a cominciare dalle amministrazioni pubbliche passando anche per gli incarichi nei consigli d´amministrazione delle imprese. Insomma, si tratta di una misura che, progressivamente, porterà al riconoscimento delle pari opportunità tra i due sessi anche in tutti i posti sul lavoro.

Il testo è stato approvato in via definitiva dal parlamento spagnolo con l'astensione del centrodestra, che ha criticato in particolare la parità elettorale (non più del 60 per cento e non meno del 40 per cento per ciascun sesso). Che non si tratti di "quote rosa" ma del raggiungimento di una parità effettiva, lo si capisce già dalle percentuali fissate intorno al "fifty-fifty". E contestate dall´opposizione di centrodestra, al pari del progetto contenuto nella Ley de Igualdad che introduce, con percentuali simili, l'obbligo di procedere a una equa assegnazione degli incarichi entro otto anni ai vertici delle imprese.

Ma se il premier Josè Luis Rodriguez Zapatero, fuori del parlamento, ha ricevuto gli applausi di una piccola folla di donne, tra cui diverse deputate socialiste, che con tono scherzoso si sono rivolte al premier al grido di «Ista, ista, Zapatero feminista...», così non è stato all'interno delle Cortes, con le critiche dell'opposizione. Ciò detto, con il progetto della Ley de Igualdad si prevede un permesso di paternità di 15 giorni (un mese fra cinque anni), separato da quello della moglie, l'estensione del permesso di maternità nel caso di bambini prematuri o ospedalizzati e l'attribuzione della qualifica di rifugiate alle donne straniere che fuggano dai propri Paesi a causa della violenza sessuale e dei maltrattamenti.

Zapatero intervenendo in parlamento prima del voto ha detto che la legge - il cui scopo è «dare giustizia alle donne» - trasformerà «radicalmente» la società spagnola perché uomini e donne saranno ora «perfettamente eguali davanti alla legge». «Insieme a quella sull'assistenza alle persone dipendenti - ha dichiarato - questa legge vale tutta la legislatura».
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lunedì, 12 marzo 2007
Ormai sono convinto:
C'è una differenza antropologica, endocrinologa, tra la mia generazione e l'attuale sinistra politicante italica.
Noi siamo cresciuti alla luce dei movimenti, delle manifestazioni per la pace, di Firenze, delle assemblee unitarie della sinistra, cresciuti all'ombra di seattle, genova, dell'Iraq e del Wto.
Siamo cresciuti con la ferma convinzione che la cultura di governo si potesse coniugare con il crescere di una nuova cultura della sinistra, non più comunista, non più socialista.
Una cultura che nasceva contro le storture del capitalismo imperante, contro l'abbrutimento dell'umanità, contro il degrado ambientale.
Ci siamo formati convinti di costruire un nuovo umanesimo della politica, che ponesse al centro della nostra azione le qualità dell'uomo e non i suoi vizi, che rilanciasse l'umanità verso la convivenza, la pace, lo sviluppo sostenibile.
Di contro, l'attuale classe politica a sinistra si è sviluppata con la volontà di controllare queste nostre convinzioni, di avvilupparle in un abbraccio mortale.
E intanto si è accordata con i poteri forti, con le industrie, con i guerrafondai, con l'oscurantismo cattolico, con i liberali. tutto ciò col solo ideale del mantenimento del potere.

Adesso, credo sia normale sentirsi sconfitti. Se ad Icaro tagliassero le ali, non credo si sentirebbe un granchè bene...
C'è chi dice che sia giusto rinunciare, smettere di lottare, non farsi il sangue marcio ma pensare ai propri desideri, alle proprie aspirazioni, e ricominciare a vivere senza la politica.

Il problema, per quanto mi riguarda, è l'indignazione.
Io non riuscirò mai a smettere di fare politica fin tanto che un servizio sul Darfur mi righerà il viso di lacrime, fintanto chè leggerò analisi superficiali come questa.
E poichè sono ottimista per natura, e non credo all'idea Dalemiana del popolo caprone, mi batterò affinchè gli indignati possano dare vita ad un nuovo futuro.
Badate, siamo in tanti, in tutta Italia, a credere che si possa costruire una sinistra moderna, capace di dire la verità, capace di liberare il paese da un conformismo giunto all'estremismo.

Per farlo, pongo però le mie condizioni:
- voglio che si faccia pulito di tutte le cariatidi presenti in politica. Non è possibile costruire una nuova storia collettiva con l'idea di conservare i rimasugli di potere su tutto il territorio nazionale.
- voglio un codice di autoregolamentazione che preveda la non eleggibilità per ogni carica di chi ha processi pendenti o con sentenza definitiva.
- voglio che le cariche siano responsabilità e non onori. Per questo, chiedo che nel codice di autoregolamentazione sia definito che i rimborsi vengono destinati al nuovo soggetto e non ai singoli.
- voglio che mussi, salvi, spini, diliberto, angius, bertinotti, giordano, boselli ecc. si facciano da parte.
Collaborino a costruire l'identità politica del nuovo soggetto, ma siano estranei alla gestione. Ne guadagnerebbero in credibilità e potrebbero avere un posto nella storia.
- voglio che nasca un progetto culturale divulgativo di prim'ordine, che concorra alla crescita di questo nuovo soggetto e lo costringa a crescere.
- voglio che la partecipazione non sia lo strumento per confermare la bontà di un candidato a queste o quelle elezioni, ma un mezzo per far crescere una nuova identità politica. Le candidature devono nascere dentro ad un progetto collettivo, e non per la legge dei pesi e contrappesi. Che bisogno ho io di candidarmi se so che c'è qualcuno capace al pari mio di portare le mie proposte a divenire fatto politico?

Al prossimo post!
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martedì, 06 marzo 2007
" Le pecore si contano a Maggio"

Cari compagni, care compagne, siamo alla stretta finale. L'operazione PD prosegue inesorabile sulla strada tracciata dall'inevitabilità.
Ma la nostra partecipazione al progetto non è inevitabile.
Adesso è il momento della rabbia costruttiva.
Adesso è il momento di distruggere il muro della banalità e dell'indifferenza.
Adesso è il momento della creazione.

L'Italia di Sinistra ha bisogno di una scossa creativa.
O la daremo noi oppure non ci sarà mai nessun cambiamento.
Forza e coraggio compagni, che tra un mese si comincia.

Anche se il nostro maggio
ha fatto a meno del vostro coraggio
se la paura di guardare
vi ha fatto chinare il mento
se il fuoco ha risparmiato
le vostre Millecento
anche se voi vi credete assolti
siete lo stesso coinvolti.

E se vi siete detti
non sta succedendo niente,
le fabbriche riapriranno,
arresteranno qualche studente
convinti che fosse un gioco
a cui avremmo giocato poco
provate pure a credervi assolti
siete lo stesso coinvolti.

Anche se avete chiuso
le vostre porte sul nostro muso
la notte che le pantere
ci mordevano il sedere
lasciandoci in buonafede
massacrare sui marciapiedi
anche se ora ve ne fregate,
voi quella notte voi c'eravate.

E se nei vostri quartieri
tutto è rimasto come ieri,
senza le barricate
senza feriti, senza granate,
se avete preso per buone
le "verità" della televisione
anche se allora vi siete assolti
siete lo stesso coinvolti.

E se credete ora
che tutto sia come prima
perché avete votato ancora
la sicurezza, la disciplina,
convinti di allontanare
la paura di cambiare
verremo ancora alle vostre porte
e grideremo ancora più forte
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti,
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti.
(F. De Andrè
)
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