Ormai sono convinto:
C'è una differenza antropologica, endocrinologa, tra la mia generazione e l'attuale sinistra politicante italica.
Noi siamo cresciuti alla luce dei movimenti, delle manifestazioni per la pace, di Firenze, delle assemblee unitarie della sinistra, cresciuti all'ombra di seattle, genova, dell'Iraq e del Wto.
Siamo cresciuti con la ferma convinzione che la cultura di governo si potesse coniugare con il crescere di una nuova cultura della sinistra, non più comunista, non più socialista.
Una cultura che nasceva contro le storture del capitalismo imperante, contro l'abbrutimento dell'umanità, contro il degrado ambientale.
Ci siamo formati convinti di costruire un nuovo umanesimo della politica, che ponesse al centro della nostra azione le qualità dell'uomo e non i suoi vizi, che rilanciasse l'umanità verso la convivenza, la pace, lo sviluppo sostenibile.
Di contro, l'attuale classe politica a sinistra si è sviluppata con la volontà di controllare queste nostre convinzioni, di avvilupparle in un abbraccio mortale.
E intanto si è accordata con i poteri forti, con le industrie, con i guerrafondai, con l'oscurantismo cattolico, con i liberali. tutto ciò col solo ideale del mantenimento del potere.
Adesso, credo sia normale sentirsi sconfitti. Se ad Icaro tagliassero le ali, non credo si sentirebbe un granchè bene...
C'è chi dice che sia giusto rinunciare, smettere di lottare, non farsi il sangue marcio ma pensare ai propri desideri, alle proprie aspirazioni, e ricominciare a vivere senza la politica.
Il problema, per quanto mi riguarda, è l'indignazione.
Io non riuscirò mai a smettere di fare politica fin tanto che un servizio sul Darfur mi righerà il viso di lacrime, fintanto chè leggerò analisi superficiali come
questa.
E poichè sono ottimista per natura, e non credo all'idea Dalemiana del popolo caprone, mi batterò affinchè gli indignati possano dare vita ad un nuovo futuro.
Badate, siamo in tanti, in tutta Italia, a credere che si possa costruire una sinistra moderna, capace di dire la verità, capace di liberare il paese da un conformismo giunto all'estremismo.
Per farlo, pongo però le mie condizioni:
- voglio che si faccia pulito di tutte le cariatidi presenti in politica. Non è possibile costruire una nuova storia collettiva con l'idea di conservare i rimasugli di potere su tutto il territorio nazionale.
- voglio un codice di autoregolamentazione che preveda la non eleggibilità per ogni carica di chi ha processi pendenti o con sentenza definitiva.
- voglio che le cariche siano responsabilità e non onori. Per questo, chiedo che nel codice di autoregolamentazione sia definito che i rimborsi vengono destinati al nuovo soggetto e non ai singoli.
- voglio che mussi, salvi, spini, diliberto, angius, bertinotti, giordano, boselli ecc. si facciano da parte.
Collaborino a costruire l'identità politica del nuovo soggetto, ma siano estranei alla gestione. Ne guadagnerebbero in credibilità e potrebbero avere un posto nella storia.
- voglio che nasca un progetto culturale divulgativo di prim'ordine, che concorra alla crescita di questo nuovo soggetto e lo costringa a crescere.
- voglio che la partecipazione non sia lo strumento per confermare la bontà di un candidato a queste o quelle elezioni, ma un mezzo per far crescere una nuova identità politica. Le candidature devono nascere dentro ad un progetto collettivo, e non per la legge dei pesi e contrappesi. Che bisogno ho io di candidarmi se so che c'è qualcuno capace al pari mio di portare le mie proposte a divenire fatto politico?
Al prossimo post!